..di ritorno
Come quel mio amico,…
che stanco dell industralizzazione sfrenata e di mangiarsi mele col retrogusto di pesticidi, se ne è andato a far labella vita proprio nel bel mezzo dell amazzonia con gli indios, ma non si sa per quale assurdo motivo l Uomo del Monte stesso ha finito per reclutarlo tra i migliori e piu svelti tagliatori di ananas,…
…son tornato!

Un blog difficile da dimenticare e allo stesso momento non bene identificabile in nessuna cornice…un cambiamento continuo, uno stravolgimento del corso narrativo che si evolve ad una apertura a collegamenti di vario genere…come ci si sente al ritorno dopo quasi un anno, cara Valle di Susa.
Berlino Torino, tre giorni
L’aria desta di fine autunno qui a Gaienhofen, sulla riva nord del lago di Kostanz, racconta le storie di tanti artisti che si sono trovati in qualche modo a passare da questo panorama incantato e qui hanno lasciato le loro tracce e un aria carica di racconti.

Cosi inizia questo breve racconto ispirato da questa sedia e dal posto in cui mi trovo. La casa museo di Hermann Hesse oggi è fantasticamente vuota; questa è stata la prima casa presa in affitto dal grande scrittore e nonostante tutte le altre residenze che durante il corso della sua vita si è permesso di far costruire appositamente per lui, questa mantiene nelle sue pareti di legno e terra l’energia originale dell ‘inizio di ogni cosa, il suo scrittoio e la sua sedia..dalla quale oggi scrivo anch io. Da questi vecchi pezzi di legno incollati insieme sono passate le immagini originali di “Siddharta”, “il lupo della steppa”, ” Il gioco delle perle di vetro” ..
Dal panorama alle finestre, oltre alle case col tetto a punta e tanta natura, oggi cè anche Il Ducato Artventure incorniciato. Lo sguardo di Hesse si sarebbe sicuramente posato amico ad una visita del genere.

A visita finita, mi dirigo alla seconda casa dello scrittore, poco distante da li. Questa è stata fatta costruire sulle pendici di una dolce collina che scende correndo verso il lago. La casa è azzurra, le persiane verdi scuro col cuoricino. Guardo verso il citofono e trovo ancora il suo nome, come se non se ne fosse mai andato.
In casa non risponde nessuno. Faccio un giro intorno mentre l aria carica continua a raccontarmi le sue storie, ma non ascolto e salto dentro la prima piccola entrata lasciata aperta, nascosta nel verde. Arrivo nel giardino, di qui la vista è migliore, si vede il lago e il panorama è aperto.
1500 km volati sotto tutti i cieli possibili e infiniti tunnel, per un mese di casa fatta di montagne, amici e cose antiche.
Allora, fatevi belli che il blog continua.
Ciava
gennaio 1, 2009 a 12:44 pm
Ciavarino…le tue parole sono essenziali.che grande artista che stai diventando e noi ti appoggiamo da lontano.goditi la valle dopo tanto tempo, noi vorremmo essere li’ a fissare le cime innevate vicino a voi bevendo vin brule’…ma in realta’ dobbiamo accontentarci di vedere spiagge tropicali e bere birra chang.
Ci siamo tenuti a debita distanza da Mombay ed ora siamo in Thailand, anche se sinceramente siamo molto delusi da questo paese super capitalista…….le scelte sono due: o raggiungere il Laos e la Cambogia sperando in un po di genuinita’ o tornare a casa prima del tempo.
Abbiamo per la testa un grande progetto, qualcosa di cui vorremmo parlarvi….ci mancate e ogni volta che pensiamo alle idee da realizzare nella nostra Contea ci venite in mente anche voi. love
gennaio 1, 2009 a 12:45 pm
dimenticavo……
BUOOOON ANNOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!