…fresco d’estate

Postati in Uncategorized su luglio 9, 2009 da Amy

..ancora dalla steppa berlinese vi scrivo. oggi calo drastico delle temperature, mi rannicchio a casa e vivo la vita casalinga che mi fa bene. ritmi quantomai vorticosi di gente che va e viene al Tacheles, qualcuno anche per portarmi qualchequattrino, ma oggi non si fa nlla, non ci vengo e scasalingo. quantomai per tenere i contatti col mondo che èfuori da li. perciò dopo una quantomai lunga “spolveratina a casa”, solitaria ormai da una ventina di giorni senza AmyLove, metto su un pò di jazz e vi scrivo.

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..acid jazz! programmazione italiana consigliatissima in momenti di buio sociale, che da qui mi ascolto in streaming: life gate radio! da provare.

Dicevo dunque, se lo stomaco mi finisce di borbottare, che cibando a dovere della cultura tedesca, di cui qui sotto vediamo riprodotta la vera stella a trepunte, non dell’industria automobilistica,       quella culinaria:

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…wurstel, patate e birra…un pò di senape allora, grazie! Una filosofia di vita senza fronzoli, basata un pò su “nero su bianco”,  in tuttissimi i sensi..

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So, con tutta l’energia e la metodicità appresa in crucchia che sono riuscito a sfornare la nuova Urban Jungle gallery, Berlino centro centro centro.

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un estate soda di lavoro, fortunatamente freschi. Il global warming qui non si sente più di tanto se poi hai anche la prospettiva di tirare su una piantagione di ulivi; il problema è più che altro l’acqua che qui costa uno sproposito..in questo steppume le sorgenti di acque vive e vegete sono una chimera..e qualcuno già al Tacheles inventa il un logo per denunciare le prime chiare corse all’oro trasparente!

qui sotto il mio oro, il rottame. due sculture del vecchio post ma foto più belle. dovere.

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questo è un’italianismo! La dea greca Afrodite, la Venere romana, ritratto dellabellezza, quella senza volto per quelli che la cercano testardi, un pò orgogliosi. La bellezza di ogni brutto? il Sublile, diceva lui. (F.Nietzche)

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il Don Quixotte invece incollato a terra arida, impazzito nella battaglia contro il mulino a vento della globalizzazione,distruttore della biodiversità, sogna ardentemente la sua gloriosa battaglia..lui in piena biodiversità e il culo all’aria.  La sua base è un mulino a tre pale, una mescolatrice industriale che omogenizza e crea paesi della vergogna . Ecce Donky;ì .

Ispirato alla sindrome 2012..

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la scultura “Meteora (sfiora la Terra)”..stentando di non preoccuparmi..esprimocosì.

Catastroficamente interessante, una fine gelida, una tragedia. Un possibile zoom (che rimedierebbe alle manchevolezze dell’artista) farebbe intravedere sullo scatolato di base, alcune martellate su quella che è appunto la Terra, sfiorata dalla cometa, appunto.  .con martellate più decise però:^

e direi che nello sconforto generale, arrivano anche dei Gog a tirare su il morale..8

Chi è Gog?..

Ragazzi arrivo presto, ignoro la data odierna..ma arrivo! valsusino stregato. Vi abbraccio.

Yaoun…

Postati in Uncategorized su giugno 21, 2009 da Amy

presto presto stammattina

sbadiglio 1

se nè partita la mia Signorina. Un mesetto di english camp per bimbi in italia in mezzo ai monti abbruzzesi. Tra circa lo stesso tempo ritornerò puro io in italia,  ma solo se mia madre mi farà la pizza, subbito, appena arrivo. non sarebbe una brutta idea comunque farsi spedire la pizza di mamma fin qua su in crucchia; quando ero a bologna coi coinquilini terroni arrivavano certi pacchi per posta da giù che dovevi andare in due a prenderli; decine di chili di roba da mangiare fatta da tutti i parenti, e non ci crederete ma c’era roba ancora calda e sentivi i profumi del meridione, era una goduria quando li spartivamo. I miei ci hanno provato, ma si vede che sdoganare pecorino fresco, vino e olio pugliese nella steppa berlinese, ha fatto lievitare i prezzi, al salasso direi …

procrastination 1

Qui l’estate sembra ormai terminata..piove, fa freddo, ci manca solo che cadono un po di bombe dal cielo

friends 2

comunque il divertimento non manca. tipo questi quattro simpatici u baldi italiani mi hanno voluto mettere alla prova chiedendo una scultura dedicata a loro in pochi minuti. walà gia fatta. che risate. è venuta fuori una sultura minimal di gruppo, fatta di parole e pensieri, Tauromaco.

tree 3

esperimenti ne devo fare. tendo a muovermi verso sclture più astratte in questo periodo. in qualche modo sono più significative.

sister 4

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comè il detto? toro che vende non si cambia?!

afrodite

Che gioia costruire questa Afrodite nel giardino.  Sfamandomi di sola arte, sento la necessità anche economica di sviluppare uno stile ben definito, riconoscibile, mantenedolo nel tempo. cosa peraltro mica semplice…ecco, la gioia nel creare questo busto è stata una piacevole divagazione…

donky

…perpetuata con questo Don Quixotte.

ieri abbiamo festeggiato un anno di galleria e sono in atto lavori in corso per il mio nuovo laboratorio…basta con la tenda affumicata di Efesto:  non perdetevi le foto nel prossimo blog della nuova Jungle gallery e tutto il nuovo materiale psichico delle prossime sculture.

torno a dormire un po.

Sassoni

Postati in Uncategorized su maggio 24, 2009 da Amy

Il diario di bordo continua, quasi più per me questa volta, per potermi ricordare un giorno che cosa ho fatto in quei tre giorni di riposo assoluto che volevo dedicarmi dopo il full immersion di lavoro sull’isoletta in francia. Un week end lungo in sassonia naturalmente, germania centro, vicino vicino a dresden,  e ancora più vicino al confine ceco. bad shandau per essere quasi esatti,sito termale, a fare camping.

Lentezza la parola d’ordine, fuori dalle strade battute,…

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.. per scovare questo paesiello abbarbicato sulle alte sponde che costeggiano il fiume Elbe.

noi

Il fiume si fa un sacco di strada, dalle belle montagne e boschi della rep ceca …vi ricordate i primordi del blog, l’atmosfera boema di Trebon, durante il viaggio di artventure?.. fino al mare del nord, hannover city.

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Anche questa volta la natura ha incantato questi giorni  into the wild

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Sassonia, un nome una garanzia

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I funghetti parassiti arrivano a misurare su per giù 30 cm..

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..e anche gli alberi qui hanno occhi per vedere

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mica solo occhi…

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..la foto è offuscata da quattro meravigliose ore ai bagni Toscana termal…ci siamo ripromessi che ovunque finiremo a vivere a lungo termine, ci dovremmo costruire una roba come questa. piscine dentro e fuori, calde e fredde, nudi e in costume, vapori e colori, luci e suoni, un sublime ibrido tra le terme e un hammam turco.

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e ancora flash

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per un ancora più tranquillo ritorno a casa.

Da ora in poi i ritmi saranno più sostenuti, ci sono una serie di nuove sculture che aspettano la messa in piega, alcune vecchi pezzi da restaurare dopo il difficile viaggio di ritorno dalla francia e un estate che pulsa. il bisogno di soldi non è mai stato così in prima linea dopo questi ultimi movimenti, perciò sono assicuati virtuosismi, a partire dal prossimo blog: una dedica all’estate berlinese.

Un abbraccio Amici pionieri.

Isolani di Gavrinis, France

Postati in Uncategorized su maggio 12, 2009 da Amy

..e così partimmo per Gavrinis,

gavrinis

gavrinis un mese e mezzo fa, quando a berlino ancora non potevi stare dal freddo; via verso la bretannia, sognando tempi migliori. Actually, il progetto è stato quello di essere ospitati dal proprietario dell’isola dei tesori fino al giorno del suo party di fidanzamento sull’isola, per il quale avremmo sfoderato il meglio delle opere d’arte fatte in loco, per un mese e mezzo di vita isolana.

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nessun problema, so essere piu attrezzato io su un isola che Mac Giver nell’officina di Pimp my weels. let’s do it. Mano ferma e cuore sincero, il capitano della barca sarà il nostro protettore e angelo custode per ogni sorta di necessità. ci darà la possibilità di traghettare liberamente tra isola e il piccolo paesino sulla terra ferma, ci procurerà un frigo, una pompa per la benzina, internet, passaggi in macchina, droghe autoctone, barattando tutto con il miglior bicchiere di vino della casa e un po di formaggio di capra da urlo.

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la casa, appunto, il mare, la natura e il cielo.

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e un sacco di ostriche

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pesci giganti, troppo furbi per la pesca. abbiamo preferito i granchi, facilmente abbindolabili..gli spazzini del mare

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e vento, che l’oceano insinua nel golfo di Morbihan, circumnavigando Gavrinis, dando vita alla seconda più forte corrente marina d’europa

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Un sacco di storie da raccontare: la più famosa tomba megalitica soprannominata la cappella sistina del neolitico si trova qui a nostradisposizione per stimolare piccole e grandi ispirazioni, un capolavoro di scalpello e martello, un gruppo monastico templare è poi vissuto qui per molto tempo, un omicidio tra loro; storie di streghe buone e mucche che ritornano a nuoto verso la terra ferma.

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Non si sta poi così male, solo non cè niente di meglio da fare che concentrarsi sul lavoro da finire per il party.

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bhe, se arrivano le donne per un tempino sull’isola, ci si può anche permettere una pausa. ma i monaci come facevano?

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Ogni sera ci si ritrova tutti sul muretto a ovest a pensare al passato e al futuro, e alla marea che cambia di continuo e si porta via tre metri di acqua ogni giorno stravolgendo il paesaggio. Questi pezzi di ferro in foto raccontano questa storia.

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installazioni da favola

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la scultura Mont Blanc viene creata da Ciavarella durante una entusiasmante partita a pallone in un pomeriggio assolato dell’isola

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Il Don Quichotte di Rob, rimasto sull’isola

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e una sua collaborazione con un suonatore di pietre

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il mio alberello pensieroso

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qualcuno di familiare crocifisso per un progetto collettivo tra artisti sull’isola

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e infine il ritorno a borsello vuoto verso berlino. Una manciata di tonnellate di sculture da riportare indietro ma con nuove energie nate dalla intensa atmosfera tra gli artisti.

Lieto di condividere con voi, finalmente. Se volete vedere le mie sculture cè anche: www.lucaciavarella.carbonmade.com

A luglio penso al ritorno in patria per vacanza. venite comunque a trovarci che adesso cè il sole e tutta Berlino è un fiore.

Alternativa

Postati in Uncategorized su marzo 13, 2009 da Amy

Alla ricerca di una alternativa al “vai a lavorare” e ad un calo di stimolo umano…

…penso all’alternativa…

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…al freddo,

metamorfosi

…al clima ancora rigido,

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…alla monotonia della sala d’aspetto del centro di immigrazione,

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…alla lontananza reale che ci separa,

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…all’inquinamento che tutte le tecnologie non smetteranno mai di fare,

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…alle sculture degli altri,

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…senza crocifiggermi sulle mie idee .

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cerco un alternativa al concetto di natura,

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…mentre l’arrivo della primavera cambia i miei punti di vista,

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mi fa pensare ad un’ alternativa a comprare casa,

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…a un alternativa alla difficoltà di costruirla,

…un alternativa a starmene zitto

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e a pensare che le cose senza di me non vanno avanti

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in uno sforzo sovraumano.

Ciava

Irlanda

Postati in Uncategorized su febbraio 23, 2009 da Amy

C’era una volta una piccola isola…

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bellissima, con prati immensi sempre verdi, un cielo che cambiava continuamente e rendeva i colori dell isola sempre diversi e splendenti come sotto un incantesimo di un artista, mescolando con tinte oro e argento. Sull isola ci abitavano folletti armati di flauti di ogni tipo, coltivatori di patate, stranieri mezzi zingari in cerca di avventure, vecchi cantastorie ubriaconi, cercatori di stelle, ragazzine con le lentiggini e i capelli ricci, dei re, un grosso gruppo di corvi e un altrettanto grosso gruppo di produttori di birra con le barbe strane e rossicce.  Le loro case si trovavano sparpagliate su tutta l isola, lontane una dall altra e percio mentre facevi una paseggiata in mezzo alla natura ti poteva capitare di imbatterti in una di queste, magari di fronte all oceano che trionfava tutto intorno all isola o in mezzo a una distesa di colline infinite. Ma gli abitanti erano tutt’altro che estranei l uno al’altro. La sera, anche grazie all’uso di cunicoli sotterranei con veri e propri semafori e piazze tutto in underground, gli abitanti dell isola si facevano visita l’uno all’altro e si ritrovavano alla fine sempre in un bel gruppetto a fare festa. Durante le feste ci si raccontava cosa era successo durante tutto il giorno, perhè stando cosi distanti, sicuramente c’era qualche storia che avevabisogno di essere raccotata, e si iniziava cosi….

Gli abitanti dell isola erano diventati cosi bravi a raccontare storie che non si poteva più riconoscere che cosa fosse vero o fosse falso, quando si faceva una battuta o quando si parlava seri; la loro arte si era così raffinata che aveva creato senza volerlo una vera e propria nuova lingua, perfetta per raccontare storie che in quelle sere e notti sapeva ispirare anche i violini, le arpe e i flauti in danze eccitatissime e dolcissimi stornelli.

Una mattina però, da una di quelle casette a strapiombo sull oceano, a festa quasi terminata, gli abitanti dell ‘isola videro arrivare da lontano i temutissimi abitanti della grossa isola che distava un giorno di nave da li. Erano dei guerriglieri loro. Da una delle grosse navi da guerra uscì fuori un tipo tutto elegante con la bombetta in testa e fece un maleficio ai poveri abitanti della piccola isola.

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Tutte le birre, Guinnes compresa, in meno di dieci minuti vennero ingoiate al volo da un gruppo di struzzi da allevamento mai visti prima e portati quasi sicuramente dalla flotta nemica

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Tutti quelli che iniziavano a suonare o a cantare si tramutavano immediatamente in statue, la prima fu proprio una ragazza con le lentiggini e i capelli ricci..ma qui li aveva stirati per quella pazza sera.

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L’isola era spacciata, la gente non usciva più, non sentivi piu neanche un violino scordato, niente di niente, anche i rutti erano banditi, come segno di festa libera e anche perchè ne mancava l’ingrediente principale, la birra che qui era buona e non pizzicava fastidiosamete la lingua ma ti scendeva giu lenta e avvolgente.

Non si poteva più andare avanti così.

Un giorno, proprio la cittadina di Gallhim, che significa posto pietroso, decise di affrontare il problema.

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Chiuse per cinque giorni e organizzò un festival di artisti: Muscailt, che vuol dire nello stesso momento svegliarsi, ispirarsi e celebrare. Gli artisti avrebbero avuto il difficile compito di risvegliare attraverso l’arte la piccola isola dal suo incantesimo.

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Furono chiamati i migliori, sia dall ‘isola che da fuori per poter riuscire nella difficile impresa. Chiamarono gruppi di famosi mangiafuochi per illuminare le notti, ballerine anni 50 sempre sorridenti, burattinai leggendari e burattini viventi a ricordare le storie. facevano baccano anche perchè cerano un sacco di giovani dell universita del piccolo paese che si univano ai festeggiamenti, certo si ruttava e si iniziava a far tintinnare qualche violino ma la città era chiusa e fuori nessuno poteva sentirne pullulare la vita.

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Si riiniziò a raccontare storie in Gallhim, di vita, di morte; al suono di stampante laser, colla e poster, si faceva sentire il proprio dissenso per chi perdeva le speranze di uscire dal maleficio,

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Un fabbro venne anche chiamato

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per lui, che reputavano oltretutto molto pericoloso, venne installata una protezione ulteriore per tutti i danni che avrebbe pouto causare, ma il compito assegnatogli dalla comunità era tra i più gravosi: entrare in possesso di tutto il rottame dell’isola per progettarne e costruirne un simbolo di protezione da erigere nel centro del paese quale talismano protettore dell’intera isola.  Così si fece… prima di lavorare…

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..e poi ci diede duro, dopo aver recuperato tutto il materale con il suo vecchio amico James capo dei Corvi, per tutti i cinque giorni, con sveglie rigidissime e veglie appassionate.

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..e una mattina, mentre la cittadina si svegliava, il giovane fabbro si fece trovare sorridente, appoggiato alla nuova scultura. Era un’arpa gigante, 4 metri per l’esattezza che racchiudeva in se anche il corpo di una donna vestita con tutti i colori dell’isola; aveva delle grosse radici che succhiavano e stavano dritte su una terra di tradizioni infinite e una testa a ruota di bicicletta con due piccole ali come fossero orecchie che volano per poter ascoltare e capire. di fronte all’arpa un oceano di storie, linguaggi nuovi e vecchi che si mischiano all’orizzonte, e la voglia di partire.  Da una piccola isola come questa è impressionante il numero di coloro che fanno arrivare a qui le proprie raici, come un atlantide ancora viva.

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il famigerato e pericoloso fabbro, terminata la scultura conobbe una delle follette del posto che scoprì essere  per un decimo di radici indigene e per il resto zingarella..se ne innamorò subito e divenne più mansueto.

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..Gallhim venne riaperta quando l’incantesimo cessò alle tre del pomeriggio di venerdì. Tutti gli abitanti, tipi originalissimi, potevano di nuovo stare insieme e bere e ruttare quanto volevano

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La folletta e il fabbro si rifugiariono per un buon periodo tra entroterra e oceano

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e Dio benedì il creato!

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Slean let!

Mc Ciava

Radici..

Postati in Uncategorized su febbraio 16, 2009 da Amy

Si, le radici si sviluppano anche nel freddo di Berlino, e ora che per la prima volta siamo ritornati dopo una lunga pausa..sembra di vivere Casa. Lorenzo Cherubini afferma che la casa è li dove si sta in pace con se stessi e con gli altri..e allora di case ne abbiamo tutti tante. Ich bin ain Berliner..allora.avalon1

Qui sopra un ammaliante vista del castello di Avigliana il giorno del mio ritorno..un mese fa direi

alla-copeil tesoro di ritornare sono sempre gli amici..e la cope di rivera fa da sfondo piu che inaugurale per questo mese di ritorni

barrokkio

…Tutto ciò che non vuoi sapere sullo shopping trolleyball. Cosa serve? carrello della spesa, protezioni varie e casco, mazza da hokey o simile, uno che spinga, uno che colpisca la palla e tanta voglia di farsi male. le squadre sono da tre coppie, ogni partita dura due pezzi musicali a scelta. Vince chi fa piu reti..o si fa piu male, potremmo tranquillamente aggiungere.

Questa è l aria di festa e del tutto è possibile che invece ho potuto rirespirare al Takuma, baluardo di socialità in Val Susa, tra cinepiola con filmoni da prima linea alle cene benefit immancabili per progetti utili all umanizzazione dell essere umano. In questo periodo il Takuma si ritrova a dover contrattare uno sgombero imminente con la governanza aviglianese. Niente timori, il gruppo di ampie vedute riuscirà nell impresa di mettere mano o addirittura costruire uno stabile, contando sempre sull appoggio di chi tra quelle mura ha sempre visto di piu che un “centro sociale”. Personalmente il Takuma si merita il titolo prestigioso di “spazio indefinibile o altrimenti possibbile”

bagno

e poi, tra le altre visioni possibili…

Il mio bagno, o l’inferno di casa

paradise

paradisi improbabili..

passion

..passioni al 100 per 100,

mostri

..e poi mostri. Alcuni come questi non li hai mai visti in giro, non li hai mai sentiti fiatare, neanche in dialetto, e poi d un tratto te li ritrovi in piena piazza del popolo. A fare? presentiamoci..non so.   …un pò di colore…sì…mmm

mostro

Mostri di buona volontà se ne vedono pochi, ma questo è veramente uno di loro…a proteggere impavido la discesona di via piave completamente ghiacciata. che paladino!..guarda che sguardo!

Qui sotto scene da un capodanno 2009.

Dieci giorni di nuovo su sulle valli bianche dell engadina, la spiaggia dei milanesi. Un tiro di schioppo da Sant Moritz per vedere piu da vicino le liquidità finanziarie del posto ovviamente, ma anche per rincontrare i miei amici di lassù, accomunati da leggero ma ipnotizzante strabismo.

Lo chef del maloia palace…

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..e Giovanni Segantini. Affascinato dai suoi lavori, sono andato a vederli di persona nel suo museo a Sant Moritz. peccato che sia defunto ormai 200 anni fa, sennò mi sarei fatto volentieri due chiacchiere con lui. Bravo comunque Giovanni!

bolQuello che state vedendo potrebbe non essere piu chiaro. Vi assicuro che è stato un casino trasportare fino a bologna le due sculture, quella a destra è un bufalo con le cornone impacchettate, e quello a sinistra un iceberg. Due sculture che a giudicare da cosa raffigurano, meno male che hanno quelle dimensioni e sono fatte di ferro, ma vi assicuro che trasportarle fino al paesino sperduto alle periferie di bologna è stato tutt altro che facile.

Bologna non manca mai nelle mie trasferte, cè sempre un angolino per lei.

Questa che avete letto è ormai storia. non ho fatto un gran lavoro con il blog in questo periodo, ma forse questa pausa è servita. Di certo non mi sono dimenticato il trucco holly e benji: gli ultimi cinque minuti di racconto che ti fanno presagire cosa accadrà la prossima puntata e tu non puoi aspettare e cristoni quando parte la sigla finale….no, quel trucchetto non me lo sono scordato. Ebbene….sapete cosa è appena successo, no?  Amy ed io siamo appena tornati a berlino dopo 11 giorni di Irlanda, nuova di zecca per entrambi..ebbene, non sapete che ci siamo andati a fare??  niente a che vedere con semplici vacanze.

Sigla finale…..

Non temete, in meno di quattro  o cinque giorni la nuova pagina blog vi aspetta. Scrivete e state benissimo quando volete.

Ciavaz

..di ritorno

Postati in Uncategorized su dicembre 23, 2008 da Amy

Come quel mio amico,…

che stanco dell industralizzazione sfrenata e di mangiarsi mele col retrogusto di pesticidi, se ne è andato a far labella vita proprio nel bel mezzo dell amazzonia con gli indios, ma non si sa per quale assurdo motivo l Uomo del Monte stesso ha finito per reclutarlo tra i migliori e piu svelti tagliatori di ananas,…

…son tornato!

sabotaggio

Un blog difficile da dimenticare e allo stesso momento non bene identificabile in nessuna cornice…un cambiamento continuo, uno stravolgimento del corso narrativo che si evolve ad una apertura a collegamenti di vario genere…come ci si sente al ritorno dopo quasi un anno, cara Valle di Susa.

Berlino Torino, tre giorni

L’aria desta di fine autunno qui a Gaienhofen, sulla riva nord del lago di Kostanz, racconta le storie di tanti artisti che si sono trovati in qualche modo a passare da questo panorama incantato e qui hanno lasciato le loro tracce e un aria carica di racconti.

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Cosi inizia questo breve racconto ispirato da questa sedia  e dal posto in cui mi trovo. La casa museo di Hermann Hesse oggi è fantasticamente vuota; questa è stata la prima casa presa in affitto dal grande scrittore e nonostante tutte le altre residenze che durante il corso della sua vita si è permesso di far costruire appositamente per lui, questa mantiene nelle sue pareti di legno e terra l’energia originale dell ‘inizio di ogni cosa, il suo scrittoio e la sua sedia..dalla quale oggi scrivo anch io. Da questi vecchi pezzi di legno incollati insieme sono passate le immagini originali di “Siddharta”, “il lupo della steppa”, ” Il gioco delle perle di vetro” ..

Dal panorama alle  finestre, oltre alle case  col tetto a punta e tanta natura, oggi cè anche Il Ducato Artventure incorniciato. Lo sguardo di Hesse si sarebbe sicuramente posato amico ad una visita del genere.

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A visita finita, mi dirigo alla seconda casa dello scrittore, poco distante da li. Questa è stata fatta costruire sulle pendici di una dolce collina che scende correndo verso il lago. La casa è azzurra, le persiane verdi scuro col cuoricino.  Guardo verso il citofono e trovo ancora il suo nome, come se non se ne fosse mai andato.

In casa non risponde nessuno. Faccio un  giro intorno mentre l aria carica continua a raccontarmi le sue storie, ma non ascolto e salto dentro la prima piccola entrata lasciata aperta, nascosta nel verde. Arrivo nel giardino, di qui la vista è migliore, si vede il lago e il panorama è aperto.

1500 km volati sotto tutti i cieli possibili e infiniti tunnel, per un mese di casa fatta di montagne, amici e cose antiche.

Allora, fatevi belli che il blog continua.

Ciava

Sankt Moritz

Postati in Uncategorized su dicembre 15, 2008 da Amy

Oh già

a Sankt Moritz..portatevi il cambio.

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Un oretta pindarica da Berlino a Milano, sorvolando quel massiccio drappeggiato di bianco che chiamiamo alpi ( che tra non molto mi ritrovero a riattraversare sulle quattro fedeli ruote del camper Artventure) e poi su, a bordo di una macchina noleggiata in aeroporto,costeggiando il lago di Como, verso la valle dell engadina, in isvizzera, meglio conosciuta come la valle di Sankt Moritz.

Quattro i protagonisti di partenza

noi

Selma, Nell, Amy e Luca in sosta temporanea per un bel pranzetto in trattoria poco prima di passare il confine svizzero..presagio di rincari.

e Walà eccoci inerpicati fin sulla valle a circa 1800 metri di quota, con gli ultimi tornanti veramente idimenticabili. Un paio di km prima della famosa citta, eccoci a meta: il piccolo paesino di maloja e il suo magalitico , anche storicamente, palace!

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Circa 400 stanze, una decina di swite per ora, fresche fresche di restauro e una settimana di lavoro per noi, coaudiuvando un gradevolissimo lungo week end di festa. Circa 200 invitati ogni giorno,molti dei quali di casta, danno parecchio lavoro da fare.

Vitto rigorosamente biologico, una bella atmosfera per cos dire ‘ preziosa’ e ricercata, buoni amici e collaboratori,  e un paesaggio mozzafiato, hanno dipinto i contorni di questa strana e rilassante settimana di intensi lavori.

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Maloja è anche il paese che ha ospitato l ultimo periodo artistico di Giovanni Segantini, a fine ’800. Il famoso pittore segna una tappa importante nella storia della pittura con lo stile divisionista, tecnica elaborata dallo stile puntillistico, che dipinge utilizzando solo colori puri ma accostandoli tra loro in modo tale da rendere una stupenda illusione di un ‘reale’ piu intenso. Poi, Segantini, con  suoi giganteschi quadri di panorami e scene di montagna sottolinea in modo particolare quelle luci fiabesche che solo un tramonto in montagna sa regalare..e il risultato è ancora piu affascinante.

Return from the Woods (Ritorno dal bosco ), 1890

Ma cè anche del moderno, e spulciando tra le riviste lasciate nel palace qua e la, mi ritrovo una lettera scritta sul retrocopertina dedicata al maloya palace, dallo stesso artista che ha lasciato qui un suo meraviglioso libro di esperienze di astrattismo.Musica e pittura insieme è la sua specialita, e con questo stile ha fatto centinaia di performance con musicisti e jazzisti di ogni dove. Lui per cosi dire, utilizza i colori, improvvisando insieme agli altri strumentisti..ma lo fa seriamente, proprio come se il colore si possa sentire con le orecchie e quindi se sbagli si sente subito. è certamente un grande ad accostare i colori si potrebbe semplicemente dire, ma leggendo la sua storia e guardando le installazioni e i quadri, Amadori ha veramente tanto non detto che parla.

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Bhe, andiamo avanti sulla scia di grandi artisti e guardiamoci questo ultimo ‘Ciavarella’

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L ‘artista è innovativo nel suo genere: qui compone con lo scarto industriale  la figura naturale di un cipresso battuto da forte vento.  Osservando la scultura, il cipresso è si piegato e quasi sformato , ma la sua inclinazione controvento ci parla della sua volonta di contrastare questa forza. L artista qui si ritrova in un ambiente industrialmente saturo a parlare di una voglia di ritorno al bello e al naturale che lo pone controvento.

notte-dei-cristalli

Qui sopra, un candelabro ebraico ripropone una visione della notte dei cristalli, festeggiata un mesetto fa circa in Berlin, che commemora la rottura di tutte le vetrine ebraiche della citta da parte del fomento nazista. Ciavarella intitola l opera ‘pace’ utilizzando per il candelabro ( elemento di fuoco) dei tubi idraulici e richiamando con esso la forma di un arcobaleno con sette colori.

Qui sotto la scultura ‘ i fiori del male’, dal titolo del libro di Beaudler.

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E quindi siamo arrivati all epilogo. Alla fine siamo tornati sani e salvi a Berlino, nonche profondamente rilassati da questa bella settimana sui monti.

Ma il vento qui in cita tira forte e ci fa lasciare presto alle spalle anche questa bella sperienza e subito ce ne porta una nuova. Parte in questo periodo il cech up completo del camper che tra circa un paio di giorni iniziero in solitaria il viaggio di ritorno a casa ad Avigliana; il viaggio durera quattro giorni circa e tocchera le tappe di zurigo per il trasporto della sultura ‘labirinto’, Costanza di fronte al lago, per una visita alla residenza di herman Hesse, la bavaria tutta di passaggio e finalmente  l italia..dopo quasi un anno.

Conto di poter scrivervi ancora prima di partire, dateci uno sguardo.

Guardare lontano puo aiutare!

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Ciava

Labirinti

Postati in Uncategorized su novembre 27, 2008 da Amy

Da dan! Stretto nel cappotto berlinese ecco il nuovo blog. Iniziamo con un bel labirinto che descrive la marea di situazioni a cui ogni ogni giorno porgiamo il braccetto.

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Per esempio il viaggio di Amy a Parigi per un colloquio di lavoro e nello stesso momento questa bella scultura qui sopra che portero a zurigo durante il mio viaggio di ritorno in italia per le feste ,con il camper amico di tante avventure. il viaggio passera non a caso in diversi luoghi alla ricerca di situazioni…ma di questo ne parleremo durante.

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e la mia piccola scultura porta cd di musica sperimentale per Silvia e Greame amici artisti che vivono a parigi, andata sotto le mani dei cecchini dell aeroporto, e da li nel cestino dell immondizia ;e dall altra parte una stupenda carica di energia creativa arrivata fino a qui attraverso di loro che hanno ospitato Amy in quei giorni parigini.

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Il mio girovagare per le vie del centro berlinese attacchinando volantini per un po piu di lavoro : Efesto; ripari, costruzioni e sculture! e dall altra parte gia alcune persone che rispondono ai miei annunci su internet per lavoretti in metallo qua e la.

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E nello stesso momento, mentre tutto si muove e ti trascina nel vortice cittadino, qualche miracolo lento arriva a portarti i suoi omaggi e nuove prospettive. voglia di tutto cio che non e# citta, sedersi in riva al fiume, passeggiare per i campi di sterpaglie non ancora inglobati dalla corsa al cemento del dopo guerra…e un pensiero progetto per la mia valle natale. Il clima sociale che rifiorisce nella bella valle di Susa mi stimola a incontrare i suoi artisti e il loro rapporto con i luoghi e la cultura dei loro luoghi.

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Sempre un bel regalo riscoprirsi al centro del proprio mondo, e di tutte le scelte

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con amici che hanno scelto anche loro il rischio e la ricerca, come la Manu´con le sue performance indimenticabili di musica sperimentale. due bellissimi giorni di noi. e dallaltra parte un pensiero a due amici migranti in un india esposta ai fuochi del terrore in questi giorni. ma so anche che il lusso del grand hotel taji mahal non li avrebbe distolti dal loro cammino di ricerca. e percio sono tranquillo

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Alla ricerca di momenti che fanno scintille! Nella lista dei prossimi eventi ci sono una settimana di lavoro in un palazzo a san morriz,  tra meno di una settimana e per una settimana, in coppia con Amy con un possibile gancio artistico, nei primi di febbraio la costruzione di una scultura gigante in rottami durante un festival artistico all universita di Galway in irlanda per una decina di giorni in tutto, e in marzo due settimane di scultura per un grande ricevimento su un isola protetta della normandia dalla quale verra poi trasportato il tutto in una galleria a parigi. E ci sarebbe anche questo ospedale che mi ha chiesto una scultura bidimensionale da attaccare al muro per la sala d aspetto del pronto soccorso…senza parole!!

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momenti essenziali, con il dono della compiutezza

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Caldi nel lavoro

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Caldi nelle feste

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cosi il pane non manca.

al posto suo ci farei delle bruschette.

Aurfiedersen.  non sapro mai scriverlo… a presto e scrivete.

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